Per rendere più grazioso, gagliardo e romantico il Natale, oggi Berlusconi ha disposto che su Torino scendessero 10 cm di neve.
Io al politico che volesse diventare l'Obama de noiatri, consiglierei un bel giro sul bus torinese n. 29.
Codesto bus ha un capolinea in Piazza Solferino
foto via Staff Polito
e l'altro alla Casa Circondariale Lo Russo e Cotugno (sarebbe a dire le famigerate Vallette)
foto via Regione Piemonte
passando per il ridente quartiere San Donato
foto via Wiki
Il nostro, guardando fuori dal finestrino opaco e graffiato, noterebbe le seguenti cose:
-i negozi passano dal genere Boutique, al genere ShriKebab, al genere Mutuosi, Mutuoqui, Mutuoinculì.
-le case si fanno da sette/ottocentesche, a case popolari del primo novecento, a alveari del novecento, a stamberghe di mattoni con gli infissi d''alluminio.
Guardando invece dentro l'autobus, sfilerebbero davanti ai suoi occhi prima le madame, poi le signore di quartiere, con sacchetti della spesa e bambini, poi tamarretti di periferia con lo sguardo bovino ma il cappello D&G e le fiere signore delle Vallette, dignitose e combattive (contro gli autisti, in particolare).
Ora, l'Obama de noiatri non sono io, che mi infastidisco per i bambini, i tamarri, le urla contro l'autista. L'Obama che dico io non è mica snob. L'Obama che dico io con un giro sul 29 si farebbe una bella panoramica della società italiana, e -a differenza dei nostri leader, di destra, ma ahimè soprattutto di sinistra- constaterebbe con tranquillità che non tutti come lui hanno studiato nelle migliori scuole, non tutti hanno la giacca su misura, e che, soprattutto, alla maggior parte della gente fottesega della Vigilanza Rai, della democrazia parlamentare, di quelle belle, bellissime robe lì tutte teoria e poca pratica. Imparerebbe a parlare alla pancia della gente, ma mica in quel modo becero di berlusconi: dalla pancia non gli tirerebbe fuori le flatulenze peggiori che un homo socialis possa produrre, ma gli tirerebbe fuori la voglia di sperare e di sognare che oltre l'Isola c'è di più.
Su Villari (noto dalemiano di ferro, n.d.r.):" L'ho cresciuto io. Lo presi dal Cdu, portandolo via a Buttiglione. Lo feci segretario regionale in Campania. Poi lo feci eleggere consigliere regionale. Quindi lo portai in Parlamento, nel 2001. Lui esordì alla grande, regalando a tutte le deputate una statuetta di pastorello da presepe napoletano. Purtroppo finì come sempre in questi casi: crescono con me, poi quando arrivano in alto mi abbandonano. Passò con Rutelli. Ma non ce l'ho con Villari, anzi, mi è carissimo. Perché è stato tra i pochi democratici cristiani a restarmi vicino, nei giorni della disgrazia. Mi chiamò. Venne anche a casa mia. Ancora adesso mi telefona spesso, mi chiede consigli"
p.s. Strano che mentre si consumava l'inciucio Villari, D'Alema ottenesse l'immunità parlamentare per il caso Unipol, eh?
Qualcosa si agita nella blogosfera. Era dai tempi di una tizia che si chiamava tipo ketty o lilli o minnie o jenny (Lord, accidenti, dove sei quando servi, come si chiamava?!), fedifraga rea-confessa poi scrittrice, che il mondo de la Toile (sono incredibili i francesi, non gli bastava ordinateur per pc e souris per mouse, pure Toile per rete) non mi appassionava così per un singolo argomento; ne hanno parlato due dei miei blogstars preferiti, sarebbe a dire miomarito e eio, di questo tema.
E allora però voglio dire anche io la mia:
Ma che cacchio è Spinoza?!
Sao come se fao la marmellata/con frutta zuccherata/e un po` di liquorao/e sao come si fao/la cioccolata
con una mescolata/di zucchero e cacao/cacao/cacao
cacao dal gusto esagerao/cacao cacao
pero` cacao meravigliao/cacao meravigliao
che meraviglia/sto cacao meravigliao
cacao con tre gustao/delicassao spregiudicao/e depressao
lo sao o non lo sao/ci fa impazzao
sto cacao meravigliao
cacao cacao cacao
che meraviglia/sto cacao meravigliao/sao come si fao
una canzoncina/con una musichina
e un po` di parolao/e sao come si fao
una sambina/con una canzoncina/che parla di cacao
cacao cacao cacao dal gusto esagerao/cacao cacao/pero` cacao meravigliao
cacao meravigliao/che meraviglia/sto cacao meravigliao/cacao con tre gustao
delicassao spregiudicao/e depressao/lo sao o non lo sao
ci fa impazzao/sto cacao meravigliao
cacao cacao cacao/lo sponzorao della
nostra trasmissao

(immagine rubata dal summit)
"Perchè? C'è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Io mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso"
Silvio Berlusconi, 6/11/2008
Ebbene sì, cari amici. Dopo essere stati orgogliosi di essere coglioni, oggi siamo LAUREATI COGLIONI!

(sul New York Times un ricettacolo di laureati coglioni, presidente prenda i nomi, mi raccomando).
Iniziative collettive? Chiediamo tutti la laurea? Dai dai dai
Figura di merda N. 3:
«L'ho detto a Medvedev: è bello, giovane e abbronzato. Ha tutte le qualità per andare d'accordo con te»
Silvio Berlusconi, 6/11/2008
Figura di merda N. 2
«Con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaida è molto più contenta.»
Maurizio Gasparri, 5/11/2008
Figura di merda N. 1
«Non credo che gli Usa siano pronti a una presidenza di Obama, non fosse altro perché è un nero, un afro-americano».
Gianfranco Fini, 7/3/2008
Confesso qualche commozione molto poco professionale, e molto diversa dal cinismo che a volte noi giornalisti affettiamo, nell'ascoltare la network Fox, quella che disperatamente e sfacciatamente ha fatto campagna di calunnie e di montature contro Obama "il terrorista, marxista, mussulmano, radicale" e che mi sono crudelmente goduto per ore nel suo calvario, ha annunciato alle 23 di ieri che l'America avrebbe avuto, per la prima volta nella propria storia, un Presidente di etnia mista africana ed europea.
Nella sua vittoria, e nella insurrezione nazionale e pacifica contro gli otto anni del peggior governo repubblicano che l'America avesse conosciuto dal quadriennio di Herbert Hoover, il padre della Grande Depressione, c'è il riscatto non della sinistra contro la destra, non dei "migliori" contro i "peggiori", perché in democrazia non ci sono "superiori" e "inferiori" e il voto del Rettore Magnifico conta quanto quello del fattorino che gli porta il caffè.
Il successo di Barack Hussein Obama è anche qualcosa di più importante dell'ormai inevitabile riconoscimento che nel club più esclusivo del mondo, quello che ha visto ammessi soltanto 41 uomini bianchi (per 43 presidenze) in duecento vent'anni non potevano non entrare cittadini con volti, e domani con sesso, diversi e più simili al volto dell'America, è la rivincita dell'intelligenza e della preparazione sul mito dell'"uomo qualunque" e della banalizzazione delle istituzioni.
Non sappiamo, e nessuno lo può dire, se Barack Hussein Obama sarà un buon presidente, se riacciufferà l'economia americana dall'abisso nel quale sta precipitando e dove trascinerebbe anche noi (la produzione industriale americana in ottobre è diminuita del 26%, un quarto, questo per coloro che ci ripetevano che la crisi della finanza non era la crisi dell'economia reale), se ritesserà la maglia di amicizia e di stima internazionale che Bush ha lacerato nonostante la piaggeria degli inutili cortigiani alla Berlusconi, se sarà una delusione come Carter o un successo come il vecchio, prudente Bush.
Ma sappiamo che finalmente nello Studio Ovale siederà qualcuno che conosce la differenza fra un libro e una sega a motore, che non considera la cultura e la sintassi come espressioni di "fighettismo", secondo l'atroce neologismo caro ai duri e puri. Non uno "come me", ma uno migliore di me, capace di ascoltare, ma anche di riflettere e di circondarsi di persone delle quali non teme la concorrenza, perché non soffre di complessi di inferiorità.
Molto abbiamo detto, scritto e ascoltato, da mesi ormai, sulla straordinaria novità di un presidente afro americano, insieme bianco (la parte di lui che sempre si dimentica) e nero, ed è ovvia la lezione - anzi, la sberla - che la democrazia americana ha dato ai miserabili sfruttatori delle paure razziali e del provincialismo identitario che oggi purtroppo spadroneggiano in Europa. O che fecero dire in un telegiornale de La7 al Presidente della Camera italiana, onorevole Gianfranco Fini, che l'America non avrebbe mai eletto "un nero". Ma la promessa di Obama è più della etnia, della storia personale, della capacità di superare l'handicap di un nome tremendo come Hussein, è la stessa che fece di Kennedy l'uomo che fermò il mondo a un passo dall'olocausto nucleare leggendo e rileggendo "I cannoni d'Agosto" il libro di una storica americana, Barbara Tuchman, che raccontava come la guerra sia la marcia della follia verso il disastro. E rispondendo di no ai generali che raccomandavano l'invasione dell'isola.
L'elettorato americano ha punito il partito Bush, dando, insieme con la Casa Bianca, una schiacciante maggioranza di seggi si Democratici nella Camera e nel Senato. Ha respinto otto anni di mediocrità spacciata per grande visione morale, ha rifiutato offeso l'assurda candidatura di una governatrice di provincia che le donne americane hanno preso come un insulto, portato da chi - maschilisticamente - crede che le donne votino soltanto nel segno del loro genere e non nella scelta della persona migliore per loro stesse e le loro famiglie. Ma soprattutto ha detto che era stanco di essere trattato come un gregge di idioti contenti di essere governati da un compagno di bicchierate che li fa sentire meno stupidi. La democrazia non deve scegliere geni o premi Nobel ma neppure cadere nella tentazione del gioco al ribasso e all'instupidimento collettivo dei venditori di barzellette e di perline.
God bless America. Sia benedetta l'America che ha ritrovato la forza per credere nella democrazia e la persona per raccogliere in maniera civile e intelligente l'onda dell'antipolitica che anche qui si era alzata.
Ieri sera abbiamo visto il filmino (la versione uncut) delle vacanze. Lacrime e sangue, come si dice...e non solo per i posti, ma SOPRATTUTTO per i miei 4000000000 chili di troppo.
Così mi sono trovata una nuova amica, che mi aiuti a smaltire i 4000000000000000 chili di troppo.

Si chiama Maya, e dopo il primo workout da mezz'ora già la insulto pesante.
IN LIBRERIA!
-Quando lasciate un commento anonimo, Gesù piange-
Dans Arles où sont les Alyscamps,/Quand l'ombre est rouge sous les roses/ Et clair le temps, Prends garde à la douceur des choses (Paul-Jean Toulet)
...ché perder tempo a chi più sa più spiace (Dante)
Vincit omnia pertinax virtus E.C.
J'aime peu les héros. Ils font trop de fracas. (Voltaire)
Honni soit qui mal y pense
Castigo para los que no pratìcan su pureza con ferocidad.
Si, si, curiosoni che non siete altro: il rospo lei l'aveva baciato. Una volta. Lieve lieve. Sì, era rimasta di merda. Ma quando si è principesse si è tentate di fare cose che la gente ordinaria difficilmente concepisce. (T. Robbins)
-La parola della settimana-
Ragazzo internazionale
IL PROFUMO DEL MESE
sandalo, pachouli, muschio, vetiver, limone, bergamotto, mandarino, viola, incenso. Creato dall’ex stilista di Hermes
L'uomo del mese

L'uomo del millennio

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